
Un uomo con una convinzione è un uomo difficile da cambiare. Digli che non sei d’accordo e lui si allontana. Mostrargli fatti o figure e egli mette in discussione le tue fonti. Appellati alla logica e lui non riuscirà a vedere il punto.
(Leon Festinger, Henry Riecken e Stanley Schacter in Prophecy Fails, 1957)
Negli ultimi anni siamo sempre più bombardati da notizie che ci raggiungono attraverso molteplici fonti: tv, giornali, radio, social, internet e sta diventando sempre più complesso riuscire a comprendere quali e quante di queste notizie siano effettivamente affidabili oppure no. In particolare, grazie ai media digitali, si diffondono sempre più quelle che ormai vengono comunemente definite “fake news”, ma che grazie alla facilità di condivisione mediatica, rischiano spesso di essere prese per vere da molte persone.
Ma perché queste notizie vengono così facilmente credute dalla gente? Potremmo in un certo senso dire che noi esseri umani siamo geneticamente programmati a cadere in queste trappole. Uno dei più importanti ricercatori di psicologia sociale che si è occupato dell’argomento è Festinger, il quale negli anni 50 attraverso i suoi studi ha dimostrato un fenomeno chiamato dissonanza cognitiva. Tale fenomeno accade quando in un individuo si attivano due idee incompatibili tra loro, tanto da creare un disagio psicologico. A quel punto ciò che si cerca di fare è di eliminare o di evitare la situazione scomoda e le informazioni che la riguardano, in modo da ripristinare lo stato di consonanza. Uno dei metodi è l’utilizzo del ragionamento motivato: si iniziano quindi a cercare informazioni che ci risultino più piacevoli o più facili e si evita tutto ciò che contraddice le nostre convinzioni.
Per meglio comprendere il fenomeno fake news ci viene in soccorso un altro concetto psicologico: i bias cognitivi. I bias sono una forma di distorsione delle nostre capacità di valutazione, basati su pregiudizi e concetti preesistenti che non per forza hanno connessioni logiche tra loro. Vediamone solo alcuni come esempio:
Bias di ancoraggio: la nostra tendenza è di fare affidamento sul primo pezzo di informazione che ci viene dato su un determinato argomento. Pertanto il rischio è di basarci su quell’elemento per formarci un’opinione e usarlo arbitrariamente invece che confrontarla oggettivamente con altri dati.
Bias di proiezione: spesso siamo convinti che la maggior parte delle persone la pensi come noi e questo ci induce a ritenere normale e tipico il nostro modo di pensare.
Bias dell’autorità: tendiamo a ritenere maggiormente credibile una cosa se detta da una persona che noi riteniamo autorevole e di conseguenza ne veniamo influenzati più facilmente (pensiamo a come l’opinione di un leader politico possa influenzare quella dei suoi seguaci)
Bias del pregiudizio implicito: collegato al precedente bias, la nostra tendenza come esseri umani è di raggruppare le persone in base ad alcune categorie. In base a questo, tendiamo a credere con maggiore facilità a coloro che appartengono al gruppo in cui ci riconosciamo.
Essere a conoscenza di questi funzionamenti di base della nostra mente, ci permette di essere maggiormente consapevoli degli errori che, in maniera involontaria, possiamo compiere ogni volta che ci troviamo ad esprimere un giudizio o ci troviamo di fronte ad una notizia da valutare.
Lisa Fazio, docente di psicologia all’università di Vanderbilt, fornisce alcuni consigli per evitare di cascare nel tranello delle fake news:
non fidarti del tuo istinto: se mentre leggi una notizia la tua prima reazione è: “fantastico, non vedo l’ora di condividerla”, fermati. Prova a chiederti: da dove arriva questa notizia?Quali sono le sue fonti?
utilizza google: copia il titolo o una parte del testo della notizia o del post trovato sul social e cercalo su google: cosa viene fuori? se è una vera notizia, spunteranno diversi articoli correlati, pubblicati da diverse fonti.
vedere una cosa è diverso da credergli : le immagini modificate rientrano tra le forme principali di fake news che appaiono giornalmente sui social. E’ possibile fare una ricerca per immagini per capire da chi altro quell’immagine è stata condivisa.
leggere prima di condividere o commentare: sembra banale, ma non lo è. Non soffermarti al titolo o alle prime due righe, leggi nella sua completezza la notizia.
Questi consigli, per quanto molto semplici, sono in realtà fondamentali. Tutti noi abbiamo la responsabilità di ciò che condividiamo e possiamo avere un ruolo nella lotta contro le fake news. Purtroppo infatti queste notizie hanno un peso rilevante sia a livello sociale, che politico, pertanto è importante che ognuno di noi sia più consapevole del ruolo che gioca all’interno della società, anche solo condividendo un semplice link.
Autore: Dott.ssa Giorgia Bosco
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